lunedì 18 ottobre 2010

CASSATIEDDE e CUCCUREDDI

dedicato al mio papà

- Ho iniziato a fare questi dolci qualche anno fa quando mamma oramai aveva smesso. Sono dolci molto calorici ma per il mio papà rappresentano un pezzetto di infanzia.
Al suo paese, San Lucido in Calabria la mamma li preparava molto in anticipo rispetto al Natale perché dovevano prendere sapore e poi venivano mangiati durante il cenone.. insieme a tantissime pietanze.
Mia Nonna Marianna, la mamma di papà, la ricordo appena.. la ricetta era sul libricino di mamma.. e fissa nei miei ricordi .. prendere uno di questi dolcini.. era un momento di gioia e poi si era costretti a leccarsi le dita!!!

Deciso che volevo continuare la tradizione di famiglia con il dovuto rigore chiesi aiuto a mia Zia, anche lei
di San Lucido… che li preparava da sempre..
La cosa più complicata di un dolce della tradizione di casa.. è che le nonne e le zie li facevano a occhio e capire la quantità degli ingredienti che devi usare.. è complicato.. però con un po' di buona volontà e facendo pesare gli ingredienti dopo averli divisi ad occhio.. alla fine si riesce ad avere una ricetta.. dove il "quanto ne prende" o il "quanto basta" è limitato..
Anche le dosi sono vero problema perché le preparazioni erano in grandi quantità. Considerate le varianti di occhio sono certa che questa ricetta tradizionale trova differenti declinazioni a seconda della famiglia in cui veniva
preparata.

Papà li chiama CASSATIEDDE e sono dei ravioli preparati con un impasto brioscioso, il ripieno è amalgamato con marmellata di uva fragola ed contiene noci, uvetta e fichi secchi.. questi ravioli vengono prima fritti nello strutto e poi dopo scolati fritti nel miele e cosparsi di zucchero semolato..

INGREDIENTI:
Pasta:
500 grammi di farina 0
6 uova .. 300 grammi
40 ml di liquore all'anice75 ml di strutto
75 gr di zucchero
15 gr di lievito di birra
aroma: buccia di arancia
latte quanto basta (dipende dall'umidità della farina.. a volte non si riesce neppure a mettere..)
sale
(Per 16 ravioli usare 500 gr di pasta finita fatta riposare in frigo 24 ore)

Ripieno (circa 300 grammi.. per 16 ravioli):
60 gr di uvetta sultanina secca (da ammorbidire in acqua)
100 gr di noci sgusciate e tritate
30 gr di fichi seccati in forno
100 gr di marmellata di uva fragola
1 chiodo di garofano polverizzato
Glassatura a caldo:
500 gr. miele,½ tazza di acqua
½ tazza di zucchero

Si prepara l’impasto il giorno prima e si mette a riposare in frigo. Si prendono circa 500 gr di impasto finito e dopo averlo ripiegato su se stesso almeno per due volte.. si formano 16 palline che si fanno lievitare nuovamente.. poi si schiacciano e si tirano con il mattarello per far si che si trasformino in 16 cerchietti di pasta.
Per il ripieno: schiacciare il chiodo di garofano, tritare i fichi secchi e le noci e amalgamare con il tutto con l’uvetta e con la marmellata di uva fragola.
Mettere in ogni cerchio di pasta un po’ di ripieno e chiudere creando un raviolo inumidendo il bordo con bianco d’uovo e sigillando con i rebbi e con il dorso di una forchetta.Friggere nello strutto fino ad ottenere un leggero colore dorato. Una volta scolati glassare a caldo con miele ( 500 gr. miele, ½ tazza di acqua e ½ tazza di zucchero.)
(in questa fase... mi ripeto continuamente... "ti voglio bene papà.. ti voglio bene papà" perché l'odore del miele caldo diventa talmente nauseante.. che solo un grande amore può convincerti a continuare... )

Sovrapporre in un contenitore coprendo ogni strato con zucchero semolato.
Lasciare insaporire per almeno 20 giorni prima di consumare i ravioli...

Marmellata d’uva fragola:
700 gr di uva fragola
1 limone
500 gr di zucchero
strizzare l'uva con le mani e mettere con lo zucchero 24 ore in frigo
cuocere 30 minuti a 105 gradi
far raffreddare e conservare una notte in frigo.
Cuocere 10 minuti a 105 gradi e passare al setaccio la marmellata depurandola di bucce e semi d’uva. Ma che profumo inebriante aspro e dolce nello stesso tempo!!

Con il rimanente impasto si fanno i CUCCUREDDI
Si prende l’impasto e dopo averlo ripiegato due volte su se stesso si stende con il mattarello alto circa 1 cm. Si taglia a fette di circa 2 cm e si fa scorrere sul piano di lavoro per ottenere un rotolino cicciotto che si taglia in pezzi di 6 cm circa.
Questi rotolini si friggono nello strutto e si glassano a caldo come le cassatiedde, si mettono in un contenitore e ogni stato si spolvera di abbondante zucchero semolato. Si mangiano dopo un riposo di almeno 20 giorni. Sono un
gustoso, originale e simpatico regalo di Natale..

Mia Zia e mia mamma riportano due versioni diverse.. per Zia nell'impasto ci va il lievito di birra.. per mamma il lievito chimico (tipo pandegliangeli).. io non lo so.. a papà piacciono entrambi e dopo 50 anni non ricorda neppure lui .. che gusto avesse la versione "originale".. Per regalarli preferisco prepararli con lievito chimico.. ho la sensazione che si conservino meglio..

NOTA SPECIALE
Con questa ricetta ho partecipato al giochino di autunno di Paoletta di ottobre 2009 .. è un
record!! c'ho messo quasi un anno a postarla sul blog!
(grazie a Paoletta per avermi sistemato le foto.. )
.. ricordo che leggere gli ingredienti e pensare a questo dolce.. è stato un tutt'uno, ma il tempo e le forze di farlo mi erano mancati quasi sino alla fine.. poi ho iniziato e sono riuscita a prepararlo .. a fotografarlo.. giusto giusto in tempo.. Ero proprio soddisfatta... avevo usato tutti gli ingredienti obbligatori e quelli d’autunno:

Ingredienti obbligatori:
1. farina
2. uova (solo tuorlo, solo albume o uovo intero)
3. zucchero e/o sale
4. burro/olio/strutto (potrete usarli 1, 2 o tutti e 3)
5. liquidi (latte, acqua, vino, o altro)
6. lievito di birra secco o fresco (o lievito madre) e/o chimico istantaneo
Ingredienti d'autunno (potrete usarli 1, 2 o tutti e 3):
1. noci
2. uva/uvetta
3. fichi freschi o secchi
Aiutino:
1. è possibile togliere 1 ingrediente tra quelli obbligatori
2. è possibile aggiungere 1 ingrediente a quelli obbligatori
3. oppure usare quelli descritti senza alcuna modifica

Alla fine :-) .. sono stata anche premiata.. sono arrivata seconda a parimerito con Tinuccia..

grazie!!!




2 commenti:

memmea ha detto...

Che ricetta fantastica!!!! Quando vedo ricette della tradizione mi emoziono sempre.....quelle cassatedde hanno un'anima, quella gentile che le racconta e quella di chi l'ha preceduta. Viva queste ricette, sono preziose perchè raccontano sentimenti nobili, storie di vita vissuta...grazie per averla pubblicata!

giulia pignatelli ha detto...

Ma devono essere buonissime!!! Accipicchia che bella ricetta! E poi, mi piace molto la pasta brioche, anche da sola dev'essere ottima, facendo cioè delle brioche!!
Per quanto riguarda il ripieno, noi in Puglia facciamo una cosa simile, ma l'impasto che avvolge il ripieno è una specie di brisèe con olio